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lunedì 2 gennaio 2012






Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
Com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina ,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca. 
                                                                                                                                     Vincenzo Cardarelli
                                                                                                                                     Gabbiani



Sono giorni che mi frulla in testa questa poesia, non c'è niente di meglio che descriva quest'ultimo periodo.
Un continuo lottare controcorrente, solo per tenere la testa a pelo d'acqua  e respirare...
Respirare, mettere un piede davanti all'altro e andare avanti, niente di più semplice ma tutto estremamente pesante, come se non dovessi spostare il mio corpo ma una montagna.
E non c'è la forza per nient'altro: fare una telefonata, rispondere ad un messaggio, alle mail, parlare con gli altri... 
Mi sento una pessima amica, moglie e madre, ma non posso fare altro.
Solo attivare la modalità "sopravvivenza" e sperare che l'ultima settimana di ferie mi ridia un po' di "vita"

E magari togliemi di testa questa poesia, che poi i gabbiani mi stanno sulle palle! 

1 commento:

  1. Conosco bene la sensazione! Quand'è così io mi prendo qualche attimo di sano egoismo per respirare, resettare, ricominciare daccapo. Spero ci riuscirai anche tu!
    ps. porelli i gabbiani, molto peggio i piccioni! ;-)

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