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sabato 22 dicembre 2012

Nuovo Biberon Philip Avent Natural

Ho avuto la fortuna di allattare entrambi i miei bimbi al seno. E proprio di fortuna alla fine ho imparato che si tratta:  la fortuna ad avere le giuste informazioni, il giusto sostegno medico e familiare, i preziosi consigli delle altre mamme, i giusti ritmi ed i giusti aiuti...

Tra gli aiuti fondamentali ci sono biberon e tettarelle il più "neutri possibili", cioè quelli che aiutano senza interferire con l'allattamento materno.
I ritmi moderni infatti non sempre permettono alle mamme di restare sempre coi loro bambini, il ritorno al lavoro è spesso visto come un abbandono dell'allattamento al seno: uno svezzamento anticipato o il passaggio al latte artificiale.
Per fortuna non è sempre così, quando sono dovuta rientrare al lavoro la mia bambina aveva solo 4 mesi e avrebbe iniziato a frequentare il nido.  Uno dei tanti problemi da affontere era scegliere biberon e tiralatte... ma quali????

In soccorso è arrivata un'amica mamma che mi ha consigliato i biberon Philips Avent (il vecchio modello ormai) e la scelta del tiralatte elettrico Avent è venuta di conseguenza.
Da profana i biberon mi sembravano tutti uguali: tettarelle a 1, 2, o 3 fori, flusso lento, flusso veloce, pappe dense o regolabile.....
Ma quale miglior giudizio se non quello di una mamma che li stava utilizziando, una bambina che poppava beata al seno o al biberon, che non aveva le tanto temute "colichette" che ti fanno tremare già in gravidanza?

Così quando quest'amica ha avuto il secondo bambino ho pensato bene di ricambiare il favore ed informala del nuovo Biberon Natural.
Le novità sono:
  •  bottiglia dalla forma più ergonomica che facilta l'allattamento
tenendo il bambino vicino a sè, disponibile in 2 formati 125   e 260 ml 
  • tettarelle in silicone dotate di nuova valvola anticolica e petali che aiutano ad intrappolare l'aria per evitare che finisca nel pancino del bambino
  • forma più simile al seno per rendere il più naturale possibile l'allattamento, evitando confusione nei neonati.
Soprattutto quando si tratta di un secondo figlio il biberon aiuta a stabiliere un momento di grande intimità tra i fratelli, per i fratelli o le sorelle maggiori poter dare il biberon è un'occasione di grande gratificazione, li fa sentire importanti e un po' meno trascurati dall'intimità del momento dell'allattamento al seno.

Se in casa c'è un nuonato, non può mancare il giusto biberon : Philips Avent Natural

Articolo sponsorizzato

domenica 4 novembre 2012

Tacchi o non tacchi? Io sono una mamma staccata!

Premetto che dall'alto, ehmmm forse è meglio dire dal basso, dei miei 158 cm (tirando il collo come una giraffa sulla carta d'identità ho mentito arrivando fino al tanto agognato in gioventù 1 metro e 60) i tacchi dovrebbero essere un salvavita passato dal Sistema Sanitario Nazionale.
Ci si presenta da Paciotti, Pollini o D&G con una bella ricetta e si ritirano un bel paio di tacco 12 pagando un ticket invece di uno stipendio intero.
Come sempre c'è un però, anzi molti nel mio caso:

domenica 21 ottobre 2012

L'amore ai tempi dell'asilo... ovvero il triangolo amoroso

Sapevo che sarebbe successo prima  o poi, già altre mamme dei mezzani ne parlavano fra di loro all'entrata o all'uscita... ma per noi sembrava una cosa ancora lontano: le prime storie d'amore!

Ma non c'è peggior cieco, di chi non vuol vedere...

lunedì 10 settembre 2012

Non farti sorprendere dai pidocchi:Paranix Prevent

                                   
                                   

   


    Se siete passati recentemente nel mio blog saprete che abbiamo da poco iniziato tutti l'asilo.


    In tre all'asilo = triplo rischio di prendersi i pidocchi.


    I tanto odiati parassiti infatti non lasciano scampo nemmeno alle insegnati.... e scoprirlo, magari dal parrucchiere, non è certo piacevole. Non li ho mai presi da bambina e non ci tengo a prenderli


    Perciò uno dei primi cartelloni che ho appeso in classe  è quello sulla pediculosi, dato che ormai le ASL hanno delegato i genitori al controllo  delle teste dei bambini.


    Nella mia carriera di insegnante ho visto che i genitori  si possono dividere in 3 categorie:


       

  •         informati/attenti: hanno le corrette informazioni sulla diffusione ed il trattamento, controllano i figli ed in caso di contagio avvertono ed effettuano il trattamento antiparassitario. (Come potete immaginare ad essere fortunati se ne hanno in classe solo 1 o 2)

  •    

  •         disinformati: le loro conoscenze si basano sulla "saggezza popolare" ed in caso di contagio provano tutti i rimedi della nonna ( aceto, limone, lavanda, benzina) per poi risolvere il problema con il taglio a zero dei capelli. Spesso associano il contagio all'etichetta di "bambino sporco"  e anche sotto tortura sono pronti a negare che il proprio figlio abbia mai avuto i pidocchi.

  •    

  •         ansiosi: hanno talmente paura del contagio, che solo a sentir nominare i pidocchi o accenno di semplice forfora, iniziano a somministatre a tutta la famiglia trattamenti aggressivi, esponendosi a sostanze chimiche non necessarie.


    Come maestra e come mamma ritengo che l'unica vera soluzione sia la prevenzione.


    Tra i bambini è infatti difficile impedire il contagio, a scuola, in palestra e tra amici, basta che siano vicini, che le loro teste entrino in contatto ed il danno è fatto.


   


    Perciò sia per i miei figli che per me, da quando è ripresa la scuola, utilizzo paranix prevent .


    Un prodotto naturale a base di estratti di olio di Neem (Neem Oil), timo (Thymus Vulgaris) e olio dell'albero del The (Tea Tree Oil), senza insetticidi, nel pratico formato spray. Per chi come me al mattino ha sempre i minuti contati, una bella spruzzata su tutta la lunghezza dei capelli e sono subito asciutti, facili da pettinare e protetti.


    Sul capello si forma un film sottile che crea un ambiente sfavorevole all'infestazione dei pidocchi, i capelli non sono unti e hanno anche un buon profumo fresco.


    Niente stress di shampoo puzzolenti, bambini urlanti che non vogliono fare i trattamenti o farsi pettinare col pettinino a denti stretti.


    Paura dei pidocchi? Tranquilli c'è Paranix Prevent! Provare per credere! ( E non dimenticatevi di farmi sapere com'è andata!)


    Sono curiosa di conoscere anche le vostre avventure, o meglio, disavventure con i pidocchi!


   


   

   



    Articolo sponsorizzato

                               

martedì 4 settembre 2012

Non solo mamma (puntata n°1)

C'è un momento nella vita di una mamma, in cui anche agli occhi dei suoi bambini, smette di essere SOLO UNA MAMMA

Dialogo pre nanna con Matilde.

"Mamma ma perchè non c'è all'asilo la maestra Antonella?"
"Non lo so" (Antonella era la maestra preferita di Matilde che quest'anno non c'è più)
"Forse è andata in una altro asilo...."
"Sì, forse"
"Tu domani vai al tuo asilo?"

lunedì 3 settembre 2012

Tutti all'asilo!

Oggi Matilde ha ripreso l'asilo, Ale ha iniziato l'inserimento... e anche la mamma ha iniziato il nuovo lavoro alla scuola dell'infanzia: tutti all'asilo!

giovedì 23 agosto 2012

La nostra estate: la top ten

Mentre l'Italia intera era alle prese con il tormentone dell'estate : il pulcino Pio ( di cui noi abbiamo ignorato l'esistenza fino all'altro giorno, questo è il bello di 3 settimane senza internet )...
...lemie due pesti canterine ci dilettavano ad ogni ora del giorno e della notte con una loro personale TopTen:
  1. "è la muccassè, la mussachè, il pipiteo..." (ci manca solo la mussakkà!)

lunedì 20 agosto 2012

I miei abiti da sposa

Ho avuto la fortuna di avere ben due abiti da sposa per lo stesso marito!!!
Ci siamo infatti sposati prima in comune, mentre aspettavo Alessandro, e due anni dopo in chiesa.
Il primo abito non era un vero e proprio abito da sposa, era metà maggio e la panciona di 5 mesi della seconda gravidanza si faceva ben vedere, così la scelta è caduta su un semplice abito color ecrù che poi avrei potuto sfruttare per l'estate.... cosa che poi non ho fatto perchè ERA IL MIO ABITO DA SPOSA. Quel giorno infatti mi ha dato sensazioni che non avrei mai immaginato, considerandolo solo una formalità burocratica, e mi sono scoperta inaspettatatamente commossa.
Il secondo è stato un VERO abito da sposa, anche se non l'abito dei miei sogni.
Anche perchè ormai ero già sposata, avevo già due bambini e giocare al giorno da principessa non mi avrebbe fatto sentire a mio agio.
Volevo un abito che mi facesse sentire bene, bella, speciale... ma sempre IO.
Doveva essere semplice ma BELLO, leggero nei movimenti ma un po' romantico.
Così dopo un paio di prove (qui i papabili), niente colpo di fulmine, la scelta è caduta su un abito color avorio, stile impero, reso "prezioso" da una file di swarovsky.
Era lui, per tutta la giornata mi sono sentita bellissima e a mio agio, il vestito non mi ha intralciata per nulla. Poi la mia bimba ne era affascinata, ancora adesso mi dice un giorno ti metti il tuo vestito da ballerina e facciamo ancora una festa.

Questo post partecipa "il mio abito da sposa" di MadreCreativa, avete tempo fino al 25 agosto!

Silenzio e sgomento

Non è certo il post che avrei voluto scrivere per il rientro dalle vacanze...
Siamo rientrati il 13, e il 14 mattina ho trovato il messaggio della mia amica S. che annunciava un nuovo angelo in cielo, sua sorella ci aveva lasciati e d'ora in poi avrebbe protetto suo marito ed i suoi figli da lassù.
Lacrime... e se solite frasi di rito.
Cosa mai si può dire per alleviare un tale dolore, io non riesco mai a trovarle, riesco solo abbracciare e piangere con loro.
E così ho fatto la mattina di ferragosto, niente piscina o grigliate, ma una piccola chiesina, troppo piccola per contenerci tutti, troppo piccola per contenere tutto quel dolore.
E allora ascoltiamo fuori, sotto il sole, attraversi gli altoparlanti che gracchiano e perdono il segnale, tra fiori bianchi e coccarde per la festa.
Uno stridore che sembra rendere ancora più ingiusta la cosa. Quei bambini dovrebbero essere in vacanza al mare, a fare il bagno, i gavettoni, a mangiare il cocomero, non lì come due cuccioli smarriti, a chiedersi come sarà la loro vita d'ora in poi, ad essere già un po' meno bambini.
E mille domande affollano la mente ed il cuore, c'è un'età in cui si è "più pronti" ad affrontare la mancanza della mamma, c'è un modo per prepararli, si ricorederanno di lei od un giorno inizieranno a dimenticarla.... paure che non si vorrebbe mai dover guardare in faccia.
Paure che ogni madre non vorrebbe mai affrontare, che non c'è modo di mitigare, solo poter tornare a casa e abbracciare i propi figli riesce a rinfrancare il cuore, ma solo per poco... il pensiero torna a quei bambini... silenzio e lacrime.

sabato 21 luglio 2012

Buone vacanze!

Qui siamo in fase di preparazione valigie, 3 settimane al mare... senza adsl O_o... non ce la posso fare!
Di cui 2 coi suoceri.
Se sopravvivo avrò bisogno di una vera vacanza!!!
A dopo ferragosto!

giovedì 19 luglio 2012

Nella soffitta di... Chiara - presentami un blog di fotografia

La fotografia è una mia passione, e nella prossima vita voglio reincarnarmi in un giapponese con 3 macchine fotografiche al collo!
Nella mia soffitta non è propriamente un blog di fotografia. Di siti di fotografi e fotografe, soprattutto con immagini di bambini e pance ne conosco e seguo un sacco, e molti sono già stati segnalati.
Ma c'è sempre un non so che nelle foto in posa che alla fine mi stanca, mi da una sensazione di finto.
Preferisco la foto un po' meno impostare ma più VERE, quelle che colgono la realtà, il qui ed ora, un capello fuori posto, uno sfondo non perfetto, L'ANIMA.
Almeno le mie foto sono così sempre molto imperfette.
Ma il mio vero cruccio sono le foto mancate, quelle che solo dopo mi sono accorta di non aver scattato, quasi sempre per mancanza di macchina fotografica al collo o mani impegnate per poterla leggere.
Quello che mi ha subito colpito di questo blog sono proprio le foto, sembrano sempre essere colte nel momento giusto, e riescono anche ad essere perfette.
Come se la macchina fotografica fosse sempre a portata di mano o ci fosse sempre in casa un fotografo invisibile a immortalare il tutto.
Riescono a trasmettere il calore e l'amore della casa, della famiglia, come qui o qui
Sia il bello dei viaggi, le scoperte, l'architettura e la gente come Madrid, o una semplice pausa come una fuga d'amore in Sicilia.
Ma scoprite da soli quanto sono belli i post e le foto  http://nellamiasoffitta.blogspot.com/feeds/posts/default

martedì 17 luglio 2012

Lotta all'ultima mutanda

Dopo avervi già svelato quello che nessuno osa dirvi sullo spannolinamento, eccoci alle prese con lo spannolinamento di Ale e l'inevitabile lotta fra sessi.
Sì perchè non crederete mica che sia uguale spannolinare una femmina od un maschio????

La femmina
Fin da piccola è meno pericolosa del maschio nel campio pannolino (ovviamente Matilde era un'eccezione e mi ha centrato più volte lei che Ale).
Decisamente più mite si riesce facilmente a farla sedere sul vasino o sul wc, incantandola con canzoncine, storie, libretti da sfogliare.
Anche il gioco con le bambole aiuta l'imitazione.
L'ampia scelta di mutandine multicolor, con personaggi amati come ogni sorta di Principessa o l'evergreen HelloKitty aiutano le bambine come rinforzo a non bagnare l'amatissimo nuovo indumento "da grandi".

I maschi
Soprattutto se sono i secondi vi verrà spontaneo applicare i metodi utilizzati con la bimba.
Nel migliore dei casi funzionerà una volta o due, nel peggiore il suo essere masculo si mostrerà fin dall'inizio e spiazzerà ogni vostra certezza.
Le armi con cui combatterlo Ahimè! sono poche.
Sul fronte abbigliamente le mutande dei maschi non aiutano per nulla : bianche, azzurre o bianco-azzurre, nei modelli slim o fantozzianalmente sottoascellari. Le versioni cartoon si faticano a trovare rispetto a quelle per le bimbe e sono sempre bianche o azzurre.
L'unica nota di colore, se vogliamo essere azzardate, sono quelle di Cars grigie.
Dal punto di vista letture sono al bando favole, libriccini e libretti, ed odio assoluto per "Topo Tip: ciao ciao pannolino", armatevi dei volantini dei negozi di Bricolage, cataloghi Black&Decker, Bosch ed affini, riviste sul Fai da te e per i più tecnologici quelle su Pc e telefonini.
Queste ultime a vostro rischio e pericolo, perchè ad un certo punto, il pupo cercando di interagire con un'immagine di un touch screen, senza avere successo, si spazientirà e reclamerà quello vero del papà.
Il momento dello spannolinamento per i maschietti coincide anche con un'approfondita conoscenza col loro "pissotto", ed eccoli ogni momento a pasticciarselo,  iniziando a suscitare nella sorella la famosa "invidia del pene", così all' occasione un bel tirone glielo da pure lei.
Per ultimo, c'è una cosa fondamentale da insegnargli fin da subito, rispetto alle femminucce, tenere il pisellino abbassato mentre si fa pipì, altrimenti l'allegra fontanella inonderà lo stesso il pavimento.




lunedì 16 luglio 2012

Riempiendo la piscina... abbiamo superato la paura dell'acqua!

Matilde dopo aver preso un'ondata al mare fuori stagione ha il terrore dell'acqua.
Abbiamo provato con il corso di acquaticità mamma-bambino, ma mi stava sempre attaccata come una cozza allo scoglio. I miglioramenti erano minimi in piscina, ma appena si andava al mare anche quei minimi miglioramenti sparivano.
Quest'anno con l'asilo ha fatto delle lezioni di acquaticità, le vasche erano due quella baby alta una ventina di centimetri e quella da un metro.
Matilde è rimasta tutte le lezioni in quella baby.
Gli altri bambini coi braccioli a saltare e giocare, lei col salvagente seduta sulle ginocchia.
Dieci lezioni inutili pensavo, ma lei ci andava volentieri, si divertiva e mi raccontava quello che facevano gli altri.
" Ma tu non lo facevi?" "Nooooo, io stavo nella piscina dei fratellini!" (la piscina baby dove stava coi bambini del nido).
Poi abbiamo montato la nostra piscina e il Papi ha avuto la brillante idea di mettere dentro Ale mentre la stavamo riempiendo.
Si divertiva un mondo, correva, scivolava e si faceva spruzzare con la canna dell'acqua.
Poi quando Matilde è tornata dal Centro Estivo è entrata anche lei.
Un po' titubante, con la mano sempre in bocca, correva e giocava col fratellino.
Pian piano si è anche lasciata schizzare con l'acqua e non si è fatta prendere da nessuna crisi isterica se cadeva.
Ale si sfrenava, da vero pesciolino, e pur avendo le labbra ormai blu non ne voleva sapere di uscire.
Il giorno dopo a piscina piena, inforcati i braccioli, Matilde entra timorosa dalla scaletta.
Quest'anno tocca e dopo un poco di timore si convince a scendere l'ultimo gradino e a mettere i piedi sul fondo.
Poi MAGIA!
Si lancia ed inizia a nuotare, "Guarda mamma, io batto i piedi sotto!!, "Guarda mamma, io so nuotare anche così" (nuotando a dorso).
Io ero talmente sbalordita che non ho saputo dirle altro che "Ma quando hai imparato a nuotare?".
Ma dentro gongolavo da vera mamma orgogliona!

Prossima sfida il mare, per caso sapete quando iniziano a riempirlo?

 



venerdì 13 luglio 2012

Me la suono e me la canto

Il rituale della nanna di Ale prevede una serie infinita di storie e canzoni, che spaziano dai cori dello stadio, passando per lo zecchino d'oro fino ad arrivare alla pura invenzione.
Per entrambi i miei mabini però c'è una canzone che è nel loro cuore, l'unica con cui Matilde smetteva di piangere (Ale non smetteva con nulla, ma era un caso a prte), la prima che entrambi hanno imparato a cantare,
Così adesso quando Ale si mette nel lettone esordisce con: "Mamma, canto io tattauga!" e mi fa sciogliere.
Questa è l'originale...
 
... e questo è il mio piccolo canterino:

video

mercoledì 11 luglio 2012

Un viaggio nel regno di Op - presentami un blog

Il blog che vorrei presentarvi si chiama "il regno di Op" e parla di un mondo popolato da draghi malefici e coraggiosi bambini guerrieri.
E' il raccondo di un viaggio che nessuno vorrebbe mai intraprendere, soprattutto un bambino... perchè Op è l'abbreviazione di Oncologia Pediatrica.

Perchè mai allora lo presento come un blog di viaggio?
Perchè il viaggio è qualcosa di più dell'andare in vacanza, è un percorso che si vive o condivide, da cui se ne esce arricchiti da luoghi, da persone e da esperienze.
Paola Natalicchio racconta il suo viaggio, andata e ritorno, da questo luogo spaventoso, ma anche arricchente dalla forza e dal coraggio dei bambini che ci si trovano loro malgrado.
Perchè non sempre si può scegliere il viaggio, a volte si viene travolti e non si può far altro che percorrere la strada e vedere dove porta.
Paola racconta le persone, i legami ed i sentimenti più che le procedure, le terapie.
Cerca di dare coraggio, a chi già ci si trova o a chi vi è appena entrato, a chi sta con timore sulla soglia in attesa di risultati  e a chi non vi entrerà mai, perchè i piccoli guerrieri riescono a sconfiggere i draghi.
Vale la pena leggerlo per far conoscere la forza ed il coraggio di questi bambini, delle loro famiglie e per porgere un tributo a chi invece non ce l'ha fatta.
Le pantofole ed il pigiama è il post che mi ha fatto conoscere questo blog, trovo che descriva perfettamente l'inizio di questo viaggio, lo smarrimento, la paura ... e l'accoglienza delle famiglie che già sono nel regno di Op.
Come già detto è il viaggio che nessun genitore vorrebbe compiere, ma quando scopri che tua figlia a i valori del sangue sballati, che i medici non si sanno spiegare... temi che il viaggio stia iniziando anche per te. Ma grazie a questo blog il viaggio fa un po' meno paura.

Se volete seguirlo anche voi, ecco il feed http://ilregnodiop.blogspot.com/feeds/posts/default

giovedì 5 luglio 2012

Caccia al Blog con Mammafelice: Presentami un blog

Ecco un'insolita caccia al tesoro, una caccia alla ricerca di nuovi blog e di nuovi amici.
A pensarci è stata Mammafelice , che una ne pensa e mille ne fa, e mai vorrebbe farci trascorrere una noiosa estate.

Allora partiamo, naturalmente senza mappa, perchè è andando senza rotta che si fanno gli incontri migliori!


Carta d'identità:
Nome ed obiettivi
Il blog della Emy
Sono Emy, mamma di due bambini Matilde ed  Alessandro, avuti a poco più di un anno di distanza. La maternità mi ha dato il tempo di riprendere la mia passione per la scrittura e questo blog è nato un po' per quello ed un po' per crecare di mantenere un briciolo di sanità mentale nelle giornate caotiche coi miei due terremoti.
Un buon motivo per seguirmi
Tra i buoni motivi per seguirmi non posso certo mettere la costanza nella scrittura, pubblico saltuariamente, mi piace scrivere quando sono tranquilla e non ho nessuno intorno, 2 requisiti non facili da trovare :-)
Ma credo che se passerete ogni tanto di qua potrete leggere avventure interessanti, consigli ma anche solo sproloqui da mamma e casalinga disperata che vi faranno dire : " caspita, ma allora non sono io quella pazza!".
Come seguirmi
Mi potete trovare su Facebook o nell'altro mio blog http://manotesamamme.blogspot.it/
Due post che vale la pena leggere
Tra i post che porto nel cuore e che vi consiglio di leggere ci sono questi:
 la mia prima recensione di un libro "la zucca razza", perchè a volte bisogna ingegnarsi come mamme a trovare lavoretti extra, e per me timida cronica trovare il coraggio di lanciarmi in avventure nuove o propormi per collaborazioni e progetti non è semplice, ma questo risultato mi piace molto!
Non possono poi mancare i post della nascita dei miei bimbi: quella di Ale , e il ricordo della nascita di Maty ad un anno di distanza
Indirizzo RSS Feed
http://ilblogdellaemy.blogspot.com/feeds/posts/default

lunedì 2 luglio 2012

La telematizzazione dovrebbe facilitarti la vita....col cavolo!

30/06/2012 è scaduto il mio contratto con la scuola e sono ufficialmente DISOCCUPATA.
Scatta allora la corsa a chiedere l'iscrizione alle liste di collocamento e la disoccupazione.
La disoccupazione irdinaria ora si DEVE chiedere in via telematica, "che bello" ti viene subito da pensare, " niente più code con rissa all'inps!" (sì, perchè da noi non c'è da prendere il numerino, si chiede chi è l'ultimo, si cerca di memorizzare tutti i volti di chi è davanti a noi, ma quaklcuno che salta la fila c'è sempre, e spesso ci scappa pure una rissa).

Per accedere a INPS on line bastano il codice fiscale e il pin, facile no?
No, l'inps ti invia solo mezzo pin, la parte mancante la si può recuperate dalla tessera sanitaria.
Fatto!
No, quando ti colleghi ti viene comunicato che il pin è solo temporaneo, bisogna richiedere e segnarsi quello definitivo, non so se sia capitato solo a me ma questo passaggio l'ho dovuto ripetere  4 volte prima di avere il pin definitivo.
Finalmente fatto! NO?!
No! se vuoi compilare ed inviare i moduli serve il pin dispositivo, bisogna compilare una richiesta scritta, firmarla e allegare la propria carta d'identità poi si può scegliere se inviare il tutto via fax o portare il tutto ad un ufficio inps.
Per velocizzare vado all'inps, pensando di uscirne con una busta con un pin supersegreto tipo quella del bamcomat, invece nada de nada, hanno semplicemente convertito il pin che avevo già.
Finalmente, sovraffollamento del server permettendo, posso compilare la mia richiesta on line.
Finito! una vocina malefica dovrebbe uscire dal computer e prendere in giro gli incorreggibili creduloni come me dicendo"col cavolo!"
In un mondo ideale la telematizzazione dovrebbe finire qui, ma non in Italia dove invece bisogna portare:
  • ricevuta dell'invio telematico
  • copia cartacea di quanto inviato
  • documenti allegati
all'ufficio inps (ma allora che telematizzano a fare?)
Oppure se non si vuole tornare si può comodamente spedire il plico, ovviamente in raccomandata, con un ulteriore costo che prima non c'era.
Bah, sarò strana io, ma ogni volta resto basita!!

giovedì 28 giugno 2012

Come una lucertola al sole

Leggendo l'ode all'abbronzatura di asinochileggeancora, non ho potuto non pensare a come cambia prendere il sole quando si diventa mamma.
Premetto che ho la pelle olivastra e mi abbronzo molto facilmente.

Da piccola non ricordo una particolare attenzione al mettere la crema solare, giusto una spalmatina appena arrivati in spiaggia, con un fattore di protezione non nparticolarmente alto.
Da adolescente si risparmiava per potersi comprare l'unghuento della Lancaster ( ormai messo al bando o venduto come salsa barbeque) che bastava metterselo per abbronzarsi di un bel colore mogano che diventava indelebile da pelle, costume e salviettone. Più che abbronzare... tingeva.
Da ventenne, fase topless, conversione alle creme ad alta protezione. Inizio a predicare i rischi dell'esposizione al sole ma vengo poco ascoltata e dopo il primo giorno di vacanza in sardegna con le amiche sono l'unica con le tette non scottate.
 Poi arriva l'estate col pancione, ci si può dimenticare della prova bichini, dell'abbronzatura, e via di cappellone di paglia, creme ad alta protezione, freschi camicioni.... tanto abbiamo la scusante di essere incinta per essere esonerate dai commenti sul livello d'abbronzatura.
E' la fase della beatitudine, l'ultima estate in cui ci possiamo godere veramente sole, lettino relax.
Con un bimbo neonato tutto cambia, il sole fa beme anche a loro ma appena osiamo uscire dalla penombra ecco che mezza spiaggia sente il dovere di dirci che al sole i bambini così piccoli non devono stare! E' una battaglia persa, ho provato utilmente a spiegare spiegare ad una vecchietta che erano le 7.30 del mattino, ma quasi aveva il coraggio di controbattere che era troppo presto e freschino.
Col bimbo di pochi mesi ci si deve preparae ad avere un'abbronzatura a dalmata. Le creme simil calce dei bambini, hanno il difetto di non levarsi nemmeno strofinandole con spugna e bagnoschiuma, ma si trasferiscono come niente da pelle a pelle. Così mentre si prende in braccio il pupo si viene contaminate dalla loro crema e a fine estate avremo delle bellissime chiazze, che cerchiamo di far passare come pelle non abbronzata ma in realtà è ancora la loro crema.
Quando invece iniziano a camminare... ecco l'abbronzatura a muratore, per corrergli dietro non si ha nemmeno il tempo di togliersi la maglietta.
Adesso che i miei sono dei corridori sono arrivata alla fase " ma sei stata al mare?" Ormai sono abbrastanza grandi da non mettere più la crema-calce, ho il tempo di togliere la maglietta e a volte di mettermi anche la crema al volo (benedette le formulazioni spray). Ma allora perchè mi dicono che a fine vacanza non sembro abbronzata pur essendo stata unicamente sul bagnasciuga?????
Comincio a pensare che le mie due trottole impazzite corrano più veloce della luce, o almeno dei raggi solari!


martedì 26 giugno 2012

Da donna a mamma....e ritorno (forse)

Forse ci siamo,
sono quasi alla fine del tunnel,
si intravede la luce....
la mia vita di SOLO mamma sta iniziando ad eclissarsi.

Non voglio sembrare ingrata per i miei due bimbi, ma essere solo una mamma, o forse sentirmi solo una mamma molto imperfetta, non mi basta.
Il tempo per me stessa era ridotto sempre a ritagli di ritagli, era già tanto trovare 5 minuti per una doccia al volo.
Se poi ne avevo 10 davo il meglio di me riuscendo a fare anche lo scrub e mettermi il balsamo.
Ma finalmente, complice la fine delle lezioni ha scuola, ho trovato il tempo per mettermi lo smalto, toglierlo e rimetterlo per 2 settimane di fila! 
Sì perchè avolte avevo il tempo per metterlo, ma finivo sempre per  lasciarlo finchè non se ne andava via da solo.
In più senza neanche farlo apposta lo smalto era dello stesso colore dell'orologio!
Che sciccheria!

domenica 10 giugno 2012

Diamoci un Cut!

e diamoci un bel taglio!
a volte ci vuole proprio!!
Ma purtroppo non si può dare a tutto, anche se si vorrebbe...
Quest'anno lavorativamanete è stato bello tosto ed ero abbastanza stanca, demoralizzata e logorata... ma un taglio al lavoro ( che è pure precario ) non lo si può dare... così , al contrario di Sansone, per ricaricarmi, ho dato un bel taglio ai capelli!
Ci voleva proprio, anche perchè mi ha avvantaggiato di un bel mezzo chilo per il raggiungimento dell'obbiettivo "prova costume".

P.S. le foto sono state scattate a scuola dal bambino che seguivo

domenica 13 maggio 2012

Festa della mamma





Ecco i miei regali per la festa della mamma: un biglietto con le manone dei miei bimbi e la collana fatta da Matilde all'asilo.
All'asilo però devono insegnarle a mantenere i segreti per le sorprese, perchè appena fatta mi ha fatto entrare in classe per vederla.
"guarda mamme la tua collana gialla!"

lunedì 30 aprile 2012

Una nuova amica: la Zucca Razza

Domenica scorsa, bloccati in casa per la varicella di Matilde, approfittiamo di un pallido sole per organizzare un barbeque e mangiare fuori.
Mentre noi adulti prepariamo, Maty ed Ale disegnano tranquilli sui loro tavolini.
Fa un po' strano tutta questa calma e non avere Matilde che corre, salta ed urla come una pazza, è proprio come dice lei " molto malata per i tanti punti".

Saranno stati la tranqullità ed il silenzio ad attirarla?
Io credo proprio di sì.
Fattostà che ad un tratto dal prato dietro casa provengono dei rumori, l'erba alta si muove.
"Cos'è? " chiede Matilde,
"Gatto?" le fa eco Ale.
Ma dall'erba verde spunta qualcosa di arancione, certo non può essere Minnie il gatto dei vicini.

La stana cosa si avvicina e con un balzo entra nel nostro cortile.
"Palla!" esclama Ale
"Ma nooo, è una zucca" lo corregge Maty col suo tono da maestrina.

Eh sì è proprio una grossa zucca arancione,
con braccia e gambe, rosse e pelose.
ed un grande sorriso sornione.
Si guarda intorno, con aria stanita...
" tutto questo silenzio... ma dove sono finita?.
Un po' di trambusto qui bisogna fare!"
ed eccola correre ai tavolini ed i pastelli rovesciare,
Lancia in aria i fogli e matite
ed i bambini scoppiano in urla divertite.
Ale la insegue, convinto ancora che sia una palla, cerca di darle un bel calcione,
ma la Zucca lo schiva aggrappandosi al balcone.
Con una capriola arriva al rubinetto,
con mossa furtiva lo apre
e l''acqua schizza di getto!
E' tutto bagnato...
"questo non era calcolato!"
dice mentre cerca di scappare,
ma un bel ruzzolone si trova a fare.
Alla fine al barbeque riesce ad arrivare
ed una braciola fumante afferrare.
"GNAM, GNAM" fa in tempo ad esclamare,
 prima che un morso riesca a dare.
Forse la Zucca  non sa che bisogna prima soffiare,
se non ci si vuole scottare!
Come un razzo  la vediamo scappare via,
ma una cosa ha lasciato a farci compagnia.
Un libro un po' stano,
non di carta ma che si può lo stesso tener in mano,
l'e-book della Zucca Razza
a ricordarci di questa nuova amica
e di una tranquilla giornata pazza.


La Zucca Razza è un e-book scritto in rima da I.M.B., con illustrazioni di Valeria Plasmati, edito da Siska Editore.
La Zucca Razza è divertente e pasticciona, ama fare scherzi, vive nel bosco delle Piccole Mirabolanti Avventure, dove combina scherzi e guai in quantità.
Proprio per questo suo brutto difetto da tutti si trova a dover scappare a razzo, ma per fortuna trova sempre qualche bambino pronto ad ospitarla, sarà che tra combinaguai ci si capisce?
Oltre alla Zucca Razza, potrete trovare moltri altri amici: il pulcino Potolo, il Gufo Rosa e gli altri abitanti della Valvermosa.
Cliccando sulle parole colarate verrete trasportati verso schede di approfondimento dei personaggi, di altri libri o storie, un modo interattivo di vivere il libro, che i bambini già in grado di leggere potranno di sicuro apprezzare.
Nonostante i Matilde ed Alessandro siano ancora piccolini e non sappiano leggere, sono stati rapiti dalla sonorità della storia e si sono divertiti a scorrere le pagine alla ricerca delle illustazioni!

Questo post partecipa a:








giovedì 26 aprile 2012

Presentazione "una mano tesa per le mamme" al Momcamp

Ecco il video della presentazione agli albori del  progetto "una mano tesa per le mamme"
P.S. vi posso confessare che non ho il coraggio di rivedermi? ;-)

mercoledì 25 aprile 2012

Walt Disney aveva qualche problema!

Tutti siamo cresciuti a pane e classici Disney, così anche a Matilde ed Ale abbiamo pensato di farli vedere, sempre meglio dei canali tv pieni di messaggi pubblicitari.
Ma come tutte le cose che si fanno dandole un po' per scontate, senza pensiero... arriva sempre un MA.
A guardar attentamente i film balza all'occhio che il signor Disney doveva aver qualche problema irrisolto con sua mamma, giusto un filino di odio represso.
Biancaneve - la mamma è morta
Cenerentola - idem come sopra
La bella addormentata nel bosco- doveva essere un periodo di buona e l'ha mandata solo in coma per 100 anni
La sirenetta - non pervenuta= morta
Nemo - morta
Bambi - morta
La bella e la bestia - morta
Non credo ci sia da stupirsi che i miei figli ormai mi salutino così:
"Mamma, sei viva!"

O_o

sabato 7 aprile 2012

Buona Pasqua!






Tantissimi auguri
di una buona, felice, serena
e soprattutto
cioccolatosa 
Pasqua!!!!








e vi auguro di non trovare 
nell'uovo sorprese
inaspettate come noi...
... la scarlattina per Maty

:-(

domenica 5 febbraio 2012

Neve





La musica di sottofondo di questa nevicata....


all'inizio il silenzio, il lieve fruscio dei fiocchi di neve e poi.... l'esplosione delle urla di sorpresa e gioia dei bambini!

sabato 7 gennaio 2012

Vi presento il nuovo nato!

Tranqui nessuna  gravidanza segreta :-)
Il nuovo nato, ancora un po' pre termine, è il mio nuovo progetto
un po' blog, un po' sito... che avevo preannunciato al momcamp, ma che è slittato un po' più in là.
qui potrete trovare notizie, informazioni, aiuto professionale e di altre mamme.
Potrete postare le vostre storie, condividere insuccessi e vittorie, ci sarà sempre una mano mano amica a sorreggervi, confortarvi e abbracciarvi.
Se ci sei passata, conosci qualcuna che sta attraversando un momento difficile dille di passare a tovarci!

giovedì 5 gennaio 2012

2° Comleanno di Ale

Perchè anche se in ritardo ti dovevo questo post!

A te che hai stravolto la mia vita, 
ma che riesci sempre a strapparmi un sorriso.
Te che hai già un vocione da piccolo grande uomo
ma che per addormentarti tieni il mio viso con le tue manine.
I tuoi baci sono delle testate
ma non ne neghi mai una!
Tu che sei il mio cherubino biondo
ti amo più di ogni cosa!


scene di ordinaria follia





Sì, sì, sono ploplio allabbiata!!!!

Una mattinata "children free" per poter sbrigare la faccende con calma: banca, posta, spesa....
e si finisce per arrivare a casa stramata, con un diavolo per capello.
Sarà mica normale la gente che si incontra???
Si inizia durante il tragitto in macchina: gli immancabili ciclisti che pur avendo a disposizione una pista ciclabile a lato della  strada si ostinano a non usarla! o i pedoni che camminano a lato del marciapiede!
Ma il luogo dove si può trovare la fiere delle stranezze è senza dubbio il supermercato.
Tra le corsie si aggirano, o meglio "pascolano", strani tizi-tizie che lentamente spingono un carrello vuoto  coi gomiti, sarà perchè non vorranno afferrarlo con le mani per via dei germi? o perchè la posizione a 90° che assumono ti invoglia a tamponarli?

E i carrelli fantasma? questa volta strapieni e abbamdonati al centro della corsia, che ti tocca spostare per poter passare con tuo carrello sgangherato, e ti domandi "ma non è più semplice gurare per le corsie spingendo il carrello?" ovviamente non per tutti, perchè dopo poco arriva la proprietaria con almeno 5-6 prodotti in mano che deposita nel carrelo posteggiato per poi ripartire verso un'altra corsia.

Ma la vera lotta per la sopravvivenza si consuma alle casse.
Ormai tutti dovrebbero conoscere la legge di Murphy "la fila accanto a te è sempre più veloce" e rassegnarsi.
Certo che no! trovi sempre pellegrini che corrono da una cassa all'altra alla ricerca della coda più corta. Per non parlare degli sguradi stile sfida all' ok corral per chi con aria innocente cerca di infilarsi a metà di una coda.


Ma chi proprio non posso soffrire è chi alla cassa non appoggia la spesa sul nastro trasportatore, se ne stanno li con il sacchetto di pane sotto il  braccio, come se contenesse i soldi della pensione e lasciarlo incustodito sul nastrotrasportatore e che voler dire : rubatemelo!
Evvviamenye io ho il carrello pieno da svuotare e loro fermi lì in piedi, imbambolati, che bloccanno la fila. Aspetto un po' poi inizio a svuotare il carrello... ed hanno pure il coraggio di guardarti come se volessi passargli davanti!!!!
GRRRRRR!!!!!

mercoledì 4 gennaio 2012

Festa di Natale dell'asilo

  
Eccomi con un po' di arretrati... 
La prima festa di Natale dell'asilo di Matilde.
Siamo riusciti ad arrivare in extremis sia il papà-brontolone sia io, poi c'erano mia mamma che aveva portato Matilde ed Ale, che devo dire è stato buonissimo.
Come c'era da immaginarselo, ma nella realtà è stato ancora peggio, i genitori-parenti si sono ammassati all'unica entrata per accaparre i posti a sedere non facendo passare chi doveva ancora far entrare i bambini... risultato mia mamma è caduta con Ale.
Lo spettacolo è stato carino, ma decisamente lungo, quasi due ore, con Ale che alla fine aveva fame e la sala caldissima non ne potevamo più.
Matilde è stata ....bravissima ... a modo suo :-)
Si oerchè il fatto che sia salita e rimasta sul palco è stata la cosa più sorprendente.
Lei era lì dritta con le braccia dietro la schiena, come un soltatino, è partita a cantare la sua canzone ed alla fine ha fatto pure l'inchino!
Ottimo direte, di cosa ti lamenti???
C'è solo un piccolo particolare: le maestre stavano ancora sistemando gli altri bambini e non era ancora partita la musica :-) così quando tutti si sono messi a cantare lei li guardava con aria interrogativa " ma perchè la stanno ri-cantando?"
Lei è un'attrice nata, faceva di quelle facce e di quelle espressioni che purtroppo non sono riuscita a fotografare dal fondo della sala buia, ma spero fiduciosa di rivederle nel filmino.
E poi alla fine è arrivato LUI, Babbo Natale, che lei è corsa a salutare.
Comunque è andata, e il pensiero corre già all'anno prossimo dove ci saranno tutti e due!

Elogio del silenzio...o forse no!


Il silenzio è una di quelle cose che si sottovaluta , soprattutto prima di essere madri.
E' una coincidenza cosmica difficile da ricreare quando c'è un bambino in casa, le possibilità poi calano esponenzialmente all'aumentare dei bambini.
Quando sono  neonati è il loro pianto che ti penetra nel cervello.
Poi la prima parola, "mamma", e tutte noi ci sciogliamo in un brodo di giuggiole, per  poi segretamente maledirlo ( benevolmente) quando la magica parolina  diventa un "mamma-mamma-mamma-mamma-mamma...." a ciclo continuo.
Qualsiasi risposta è superflua perchè l'udito dei bambini sembrerebbe attivarsi solo al raggiungimento della 365° parola mamma.
Poi le urla tra fratelli mentre giocano.
E il silenzio... quella cosa che tranto si cerca, che ti permette di  sentire la radio o la televisone ad un volume inferiore al 30, che ti permette di ritrovare il telefono che sta squillando.... e magare anche di riuscire a rispondere.
Quella cosa rara e preziosa che temi di avere dimenticato com'è fatta talmete tanto è il tempo che non è ospite di questa casa.
Poi magicamente arriva, e ralmente neanche te ne accorgi. Subito pensi alla lezione di fisica dove due onde della stessa ampiezza magicamente si annullano, e controlli che entrambi abbiano le bocche chiuse.
Accertato questo ti rilassi  e senti le tue orecchi intonare un alleluia.
Giustamente si cerca di sfruttare il momento d'oro: via con le chiamate arretrate, al volo nell'altra stanza o in un altro piano a fare ciò che si può fare solo mentre dormono ( ehmm non pensate subiton al sesso, intendevo riordinare, stirare o anche solo fare la pipì in santa pace!).
E proprio quando iniziate a crogiolarvi in questo stato di pace, nel cervello si accende la lampadina di Archimede!
"Non staranno per caso combinando qualcosa?"

E per sicurezza ti affacci in sala e trovi Matilde che sta colorando coi pastelli la fuga delle piastrelle ed Ale, il piccolo Picasso di casa, che ha già ricoperto di graffiti 3 muri della sala, il divano, il mobile, il televisore ed il camino :-(

5 minuti di silenzio... NO GRAZIE!

martedì 3 gennaio 2012

Father and son


C'era una volta
un bel bambino,
che mi guardava con un sorriso,
poi arrivò il suo papà
e la nanna gli fece far.
Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo non lo do, 
lo terrò qui con me
a fare la nanna e le coccole.

Questa è la ninna nanna che ha inventato il papà per i nostri bimbi.
Ma per Ale è speciale perchè solo con lui si addormenta e riaddormenta tranquillo nel lettino, con me è una sorta di incontro-scontro tra il metodo Estivill e un match di wrestlig.
E non posso che esserne un pizzico gelosa.
E per salutarvi: la versione di Father and son di Ronan Keating e Yusuf (Cat Stevens)



lunedì 2 gennaio 2012






Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
Com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina ,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca. 
                                                                                                                                     Vincenzo Cardarelli
                                                                                                                                     Gabbiani



Sono giorni che mi frulla in testa questa poesia, non c'è niente di meglio che descriva quest'ultimo periodo.
Un continuo lottare controcorrente, solo per tenere la testa a pelo d'acqua  e respirare...
Respirare, mettere un piede davanti all'altro e andare avanti, niente di più semplice ma tutto estremamente pesante, come se non dovessi spostare il mio corpo ma una montagna.
E non c'è la forza per nient'altro: fare una telefonata, rispondere ad un messaggio, alle mail, parlare con gli altri... 
Mi sento una pessima amica, moglie e madre, ma non posso fare altro.
Solo attivare la modalità "sopravvivenza" e sperare che l'ultima settimana di ferie mi ridia un po' di "vita"

E magari togliemi di testa questa poesia, che poi i gabbiani mi stanno sulle palle!