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giovedì 9 settembre 2010

Troppo povera per essere mamma

Mentre stavo preparando la cena ho sentito il triste epilogo di questa notizia: Il tribunale di Trento a reso adottabile la bambina sottratta alla madre subito dopo il parto perchè giudicata troppo povera.

Una notizia senza senso... si può essere troppo poveri per amare un figlio?
Era davvero l'unica soluzione quella di toglierle la bambina?

Nella nostra società tutto è quantificato economicamente, tutto ha un valore, un costo...
Avere un figlio è un costo, a volte un debito, una voce del bilancio familiare sempre in rosso... ma non è solo questo è molto di più.
E' la forza di pensare ad un mondo migliore, ad una vita migliore per noi e per loro.
E' la gioia della semplicità delle piccole cose, del riscoprire la semplicità .
E' la forza di superare i nostri limiti, le nostre paure, di affrontare un salto nel vuoto ad occhi chiusi perchè sono loro la nostra forza, il nostro coraggio, la nosta gioia di vivere.
Può questo essere quantificabile, può avere un valore economico?
Per i giudici di Trento no o se lo ha è inferiore a 500 euro.
Questo è quanto guadagna la madre (perchè un lavoro ce l'ha), ma è giudicata  giovane ed immatura, le è stato offerto di abortire ma lei ha rifiutato. Anzi ha conscia della situazione precaria ha chiesto come aiuto l'affido condiviso.

Ma tutto questo non conta se non puoi permetterti il trio ultimo modello ultraccessoriato, il lettino autodondolate, il cuocipappa, lo sterilizzatore a ultrasuoni o qualche altra diavoleria.
A una madre basta sua figlia, alla figlia basta il caldo abbraccio ed il rumore del cuore che l'ha accompagnata per nove mesi.
Per il resto si può essere a costo zero o quasi: il latte materno è gratis, i vestitini può farseli prestare, il passeggino o la carrozzina si possono ovviare con la fascia portabebè che ci si può confezionare da soli, la culla o il lettino non servono se si fa cosleeping.
Un lavoro ce l'ha, si poteva garantirle un  posto al nido comunale, offrirle un alloggio in una comunità se il problema era la casa...
Si poteva fare di più: separare una madre dalla propria bambina è l'ultima cosa che si dovrebbe fare.
Chi lo ha fatto si metta una mano sulla coscienza, ripensi alla propria infanzia, ai momenti più belli con la propria mamma...sono legati a oggetti o a sentimenti e sensazioni, sono stati importanti perchè c'era LEI o per il contorno, ma soprattutto gli si può dare un valore?
Per quale cifra accettereste di non averli mai vissuti?

1 commento:

  1. Emy, io mi fido poco di come le notizie vengono presentate al telegiornale, ed in ogni caso penso che non possano toglierti un bambino contro la tua volontà: credo che, tragicamente, questo sia quello che la mamma ha dichiarato per sostenere il suo difficile gesto di rinuncia.
    Non la giudico, mi limito a pensare a quanto le notizie giornalistiche favoriscano il giudizio e la critica, e siano davvero poco a favore del mettersi nei panni degli altri.
    Dietro ogni persona c'è una storia sconosciuta, e basta un TG per mettere in piazza una visione parziale deli propri fatti più intimi.

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