buzzoole code

mercoledì 20 ottobre 2010

Co-sleeping

Spesso si pensa che il co-sleeping sia semplicemente far dormire il bambino nel lettone...che per la maggior parte delle persone è "viziare il bambino".
Dietro c'è invece la scelta di stargli sempre accanto, di allattarlo a richiesta, di trasmettergli sicurezza....e naturalmente: il poter dormire il più a lungo possibile.
Averlo nel lettone rende più comoda la poppata notturna, se lo allattate al seno basterà solo attaccarlo e potrete subito tornare a dormire, ma anche se gli date il biberon potete attrezzarvi termos o scaldabiberon sul comodino.
Per rendere il co-slepping sicuro basta rispettare alcune regole.
Dato che i neonati faticano a termoregolarsi la temperatura della stanza deve essere  sui 18°-20°, per lo stesso motivo non copritelo con coperte pesanti dato che già i vostri corpi gli trasmettono calore.
Fatelo solo se non avete assunto alcool, sonniferi, droghe e non fumate prima di andare a dormire.
Molti genitori sono spaventati dalla possibilità di schiacciarlo muovendosi nel sonno, già il fatto di sapere di averlo nel letto vi fa avere un sonno più leggero, per maggior sicurezza potete posizionarlo in mezzo all'altezza dei vostri cuscini, magari in una miniculla come Dormi con me.
Se invece il vostro problema è il poco spazio o più di un figlio da ospitare nel lettone, ci sono apposite culle o lettini da agganciare al lettone.
Lo stesso risultato lo si può avere accostando un normale lettino senza sponda avendo cura di colmare gli eventuali buchi.
Quando il bimbo inizia a gattonare il lettone può diventare pericoloso, utili sono le lenzuola con sponde, ma per i piccoli scalatori più arditi sarà necessario posizionare una barriera.
Ma fino a quando fare co-sleeping?
Fino a che vi fa piacere! Ad un certo punto sarà il bambino a sentire l'esigenza di un letto proprio, ma se la scomodità di un lettone affollato sopraggiunge prima di questo naturale passaggio, ricordatevi di affrontare il passaggio nella cameretta in modo graduale.

2 blog candy da non perdere!

Il primo è il Mercatino di La mia bolla di felicità: regalo a sorpresa!

Poi c'è tempo fino a domani x vincere un buono sconto x acquistare magnifici ed originale vestito Gymboree messi in palio da Gymboblog

sabato 9 ottobre 2010

Happy Premio


Devo ringraziare Mammamicia x avermi dedicato questo premio!
Le regole: elencare dieci cose che ci piacciono e rigirare a propria volta il premio ad altri 10 blogger.


Ecco le dieci cose che mi piacciono:
1) Dormire fino a tardi la mattina (ormai è un'utopia)
2) Guardare i miei bimbi mentre dormono, ti da un senso di pace e tranquillità...
3) Concedermi ogni morte di papa una chiacchierata tra amiche con i controfiocchi x recupeare gli ultimi 6-12 mesi in cui non ci siamo viste
4)Viaggiare
5) Guarade un bel film sul divano, con la copertina ed il camino acceso (ormai è quasi stagione!) e... riuscire a vedere la fine del film!
6) Fare fotografie
7)Vedere i miei bimbi fare esperienze nuove, lo stupore sui loro visi e la soddisfazione x le nuove conquiste
8) Sciogliermi x un loro gesto d'affetto
9)Una serata da piccioncini
10)Scrivere al Pc senza avere nessuno intorno, ecco perchè finisce che scrivo poco :-)
 
Ed ecco a che passo il premio, l'ordine è rigorosamente casuale:
1) a Betta di Sofia il mio piccolo mondo xchè torni a scrivere un po' più spesso
2) a Bismamma perchè in questo periodo ha bisogno di un sorriso
3) a Ondaluna x la bellissima idea del questionario-4 chiacchiere
4) una mamma felice x essere diventata bis mamma
5) a Nella mia soffitta x essere diventata mamma e x il suo meraviglioso video di saluto alla pancia
6) a Mammagiovane x il suo coraggio di rimettersi in gioco riprendendo gli studi, anche se poi non dovessi riuscirci, hai tutta la mia stima
7)a MammaCattiva x il suo blog è stato una bellissima scoperta
8)a Il blog della Laura xchè mi fa sbellicare dalle risate
9) a La mia bolla di felicità come benvenuto x il suo blog
10) a MammaClaudia  xchè il suo blog è una fonte di idee inesauriblili

domenica 19 settembre 2010

Il bambinese: la torre di babele

"Ma parla?"
"Sì, certo che parla"
"No, intendo dire in modo normale, come noi"

Come se i bambini parlassero in modo anormale.

I bambini parlano una lingua tutta loro, una lingua in divenire, in cui sono racchiuse tutte lingue del mondo.
Ogni bambino è una piccola torre di babele.

Matilde è stata da subito una gran chiachierona, ma si riusciva a capire l'1% di quello che diceva.
Siamo passati per una fase giapponese, una araba, una breve ma frustrante dove usava solo gli schiocchi della lingua.
Poi è iniziata la caccia al tesoro, frammenti di parole che,per tentativi ed errori, si riusciva ad associare ad 1, 2 o più oggetti:
Iaba= banana, bavaglia
Cassa=casa, fuori, macchina( che però è anche bibì)
Poi sono comparse le prime parole di senso compiuto ma che non indicavano il loro significato.
Se per alcune era la parte ad indicare il tutto:
Tappo= pennarello, pastello
per altre è stata un'impresa scoprire l'oggetto misterioso:
Sciutto=Prosciutto troppo semplice!
Dopo aver passato in rassegna ogni tipo di insaccato per pura serendipità abbiamo scoperto che intendeva dire Formaggio, in particolare la Mozzarella O_O

Fino a 2-3 anni i bambini che parlano il bambinese hanno bisogno della traduzione simultanea dei genitori, solitamente è la mamma a saper decifrare  meglio il linguaggio del proprio bambino, grazie al maggior tempo passato insieme e alla grande pazienza che la contraddistingue.
I papà spesso liquidano le parole in bambinese con frasi del tipo " Torna quando lo sai dire in italiano", " Vai dalla mamma che lei ti capisce"
o peggio ancora "sì" o "no" detti a caso e che possono avere effetti devastanti sul lavoro educativo svolto fino a quel punto.

Per ovviare a questo divario linguistico recentemente sono venuta a conoscenza dell'esistenza dei Baby Signs : una sorta di linguaggio dei segni facilitato da insegnare ai bambini per potersi far capire da tutti.
Pur reputando importante imparare qualsiasi lingua, anche quella dei segni.
Questa versione per bambini mi lascia un po' perplessa.
Innanzitutto anche chi comunica col bambino deve imparare questi baby sign.
Ai profani vedere un bambino che apre e chiude ritmicamente la manina fa subito pensare al "ciao ciao", ma nei baby sign in dica "latte".
Poi i trovo molto belli i termini del bambinese, spesso, contro tutti i dettami per il corretto sviluppo linguistico, mi ritrovo ad usarli.
"Pumma. Ti sei fatta il bibi?"
"Vieni che andiamo a fare un giro con bibì"
.....
Seppur ci riempie di orgoglio sentirgli pronunciare in modo corretto parole sempre più difficili, questi termini storpiati, detti con difficoltà,ci riportano indietro, come una macchina del tempo, a quando erano piccoli e noi eravamo la loro finestra sul mondo esterno.




Questo post partecipa al

blogstorming

martedì 14 settembre 2010

Sindrome da piatto inclinato

= particolare malattia che colpisce i bambini in fase di svezzamento, quando alla vista del piatto della pappa che viene inclinato per raccogliere gli ultimi cucchiai, scoppiano in un improvviso pianto disperato perchè comprendono che la pappa sta per finire.
Per quanto le urla siano acute e disperate, sono solo la punta dell'iceberg rispetto a quelle di quando posate il piatto.
Tale malattia ha un decorso variabile ma benigno, solitamente si risolve spontaneamente entro i 2-3 anni.
Il trattamento è comportamentale, consiste nell'allenarsi a raccogliere i residui di pappa SENZA inclinare il piatto e all'occorrenza avere già a portata di mano la portata successiva o  il biberon dell'acqua.

sabato 11 settembre 2010

Una ventata d'aria fresca

Ieri sera, grazie al papi che si è offerto di tenere i bimbi, sono uscita con le amiche!
Ci voleva proprio un po' di vita sociale per ricaricare le batterie.
Abbiamo mangiato una pizza e chiacchierato... fino alle 2!
E' la prima volta che riesco a farlo a mente libera, senza guardare in continuazione l'orologio col pensiero di tornare a casa.
In pratica sono riuscita a mettere la modalità Mamma in posizione Off.
Non credevo si potesse fare... e non avete idea di quanto faccia bene :-)

giovedì 9 settembre 2010

Troppo povera per essere mamma

Mentre stavo preparando la cena ho sentito il triste epilogo di questa notizia: Il tribunale di Trento a reso adottabile la bambina sottratta alla madre subito dopo il parto perchè giudicata troppo povera.

Una notizia senza senso... si può essere troppo poveri per amare un figlio?
Era davvero l'unica soluzione quella di toglierle la bambina?

Nella nostra società tutto è quantificato economicamente, tutto ha un valore, un costo...
Avere un figlio è un costo, a volte un debito, una voce del bilancio familiare sempre in rosso... ma non è solo questo è molto di più.
E' la forza di pensare ad un mondo migliore, ad una vita migliore per noi e per loro.
E' la gioia della semplicità delle piccole cose, del riscoprire la semplicità .
E' la forza di superare i nostri limiti, le nostre paure, di affrontare un salto nel vuoto ad occhi chiusi perchè sono loro la nostra forza, il nostro coraggio, la nosta gioia di vivere.
Può questo essere quantificabile, può avere un valore economico?
Per i giudici di Trento no o se lo ha è inferiore a 500 euro.
Questo è quanto guadagna la madre (perchè un lavoro ce l'ha), ma è giudicata  giovane ed immatura, le è stato offerto di abortire ma lei ha rifiutato. Anzi ha conscia della situazione precaria ha chiesto come aiuto l'affido condiviso.

Ma tutto questo non conta se non puoi permetterti il trio ultimo modello ultraccessoriato, il lettino autodondolate, il cuocipappa, lo sterilizzatore a ultrasuoni o qualche altra diavoleria.
A una madre basta sua figlia, alla figlia basta il caldo abbraccio ed il rumore del cuore che l'ha accompagnata per nove mesi.
Per il resto si può essere a costo zero o quasi: il latte materno è gratis, i vestitini può farseli prestare, il passeggino o la carrozzina si possono ovviare con la fascia portabebè che ci si può confezionare da soli, la culla o il lettino non servono se si fa cosleeping.
Un lavoro ce l'ha, si poteva garantirle un  posto al nido comunale, offrirle un alloggio in una comunità se il problema era la casa...
Si poteva fare di più: separare una madre dalla propria bambina è l'ultima cosa che si dovrebbe fare.
Chi lo ha fatto si metta una mano sulla coscienza, ripensi alla propria infanzia, ai momenti più belli con la propria mamma...sono legati a oggetti o a sentimenti e sensazioni, sono stati importanti perchè c'era LEI o per il contorno, ma soprattutto gli si può dare un valore?
Per quale cifra accettereste di non averli mai vissuti?

lunedì 6 settembre 2010

Cordone Ombelicale: fonte di vita

E' da qualche giorno che ho in mente questo post, poi oggi ho letto questo sul Corriere
 cordone-ombelicale-conteso-staminali
e mi sono decisa a scriverlo.

Il sangue contenuto nel cordone ombelica è ricco di cellule staminali, e ogni futura mamma si è sicuramente posta la domanda amletica: tenerlo x un eventuale, e si spera rara, possibilità che possa servire al proprio figlio oppure donarlo?

Queste sono le ragioni che mi hanno fatto scegliere di donarlo:
  • Donarlo è gratuito, conservarlo ha un certo costo, se poi, come si spera, non servirà saranno soldi buttati
  • Per donarlo è necessario raggiungere un quantitativo minimo che verrà analizzato, se al suo interno ci sarà un numero sufficiente di staminali verrà congelato, le banche congelano qualsiasi quantitativo, col rischio di non trovare sufficienti staminali al momento del bisogno
  • Il quantitativo di staminali che si possono raccogliere è sufficiente x il trattamento di un bambino, è quindi inutile la conservazione x 20 anni
  • La percentuale che il mio bambino si ammali e abbia bisogno delle staminali è bassa ( si aggira all'incirca 1 su 20.000), è più probabile che si rompa un braccio o una gamba, allora glieli ingesso prima?
  • Se fossi quel malaugurato caso 1, vorrei che x i miei figli non ci fossero problemi x reperire le staminali, grazie alle tante donazzioni :-)
Detto questo, se ci sono errori di natura medica nelle informazioni mediche me ne scuso.

Purtroppo in entrambi i miei 2 parti non ho potuto fare la donazione.
Per Matilde ci sono stati prima problemi logostici: è nata di venerdì sera e il trasporto alla Banca del San Matteo di
Pavia nel week end non viene effettuata, poi nel parto stesso.
La cosa mi è dispiaciuta molto anche perchè durante la gravidanza ero stata contattata x la donazione del midollo osseo, ma essendo incinta non si è potuta fare, quindi speravo che quel sangue potesse essere comunque utile. Per Ale invece c'era il cordone corto e non si è raggiunta la quantità minima.

Recentemente però si è arrivata una terza opzione: il taglio tardivo del cordone.
Cordone-ombelicale-forse-meglio-se-si-ritarda-il-distacco
Lasciarlo attaccato fino a che non cessa di pulsare consentirebbe al bambino una trasfusione di cellule staminali, di globuli rossi e anticorpi che lo proteggerebbe.

Un'altra possibilità, decisamente più estremista, è non reciderlo affatto ma lasciarlo attaccato insieme alla placenta fino a che non si seccano e si staccano.
Si chiama lotus birth e superato lo shock iniziale e anche un po' lo schifo, la cosa mi ha colpito.
Decisamente non la raccomanderei ad una neo mamma alle prime armi, quando non sai come prendere in braccio quell'esserino senza romperlo, figuriamoci dover gestire anche la bacinella con la placenta!
Ma in una seconda gravidanza, dove si è più esperte e consapevoli forse è più fattibile.
Leggendo le testimonianze riportate nel sito mi è piaciuta quella di una mamma che diceva che quando la sua bambina era ancora attaccata alla placenta emetteva dei gorgoglii, come a perlarle, che poi non ha più fatto.
Se ci pensiamo la placenta è la loro compagna di viaggio per nove mesi, un posto morbido dove accoccolarsi, con cui giocare... e se nella culla gli mettiamo un pupazzetto per non farli sentire soli, allora perchè non lasciargli la loro amica placenta?

N.B: queste sono solo i pensieri e le opinioni della Emy, chiunque può ritrovarsi o essere in disaccordo, ma mai è stata mia intenzione fargli cambiare idea, solo dare uno spunto per riflettere.

venerdì 3 settembre 2010

Ancora un anno da casalinga disperata


Purtroppo mi si prospetta ancora un anno a casa coi bimbi.
Lo so che c'è chi lo ritiene una fortuna...ma io volevo tornare a lavorare, ad avere una vita sociale!
Il mio lavoro precario di supplente non ci consente di aver diritto alla sovvenzione del comune e 2 rette del nido sono un salasso.
Unica soluzione: stare a casa :-(
Il fatto di avere eletto il riprendere a lavorare come ancora di salvezza per la mia salute mentale a reso ancor più difficile accettare la cosa.
Sicuramente sarà meglio dello scorso inverno: Maty ed Ale cercano ancora reciprocamente di uccidersi ma iniziano anche a giocare insieme, in più la mia donnina inizia a farsi grande e mi aiuta a mettere la tovaglia, a rifare il letto a mettere a posto.
In più speriamo di riuscire a lascirli un po' di più anche agli altri nonni.
Ehmmm non vi ho ancora detto una cosa: dato che sarò a casa cercherò di terminare gli studi universitari!
Oltre ad essere casalinga disperata direi anche un po' pazza! Solo il fatto di riprendere gli studi con 2 bimbi piccoli x casa direi che vale un 110 e lode NO?

domenica 29 agosto 2010

In spiaggia

Per riprendere ho pensato di raccontarvi quello che mi è accaduto in spiaggia in Puglia

Posso dire di essere stata fortunata di essere arrivata ai 9 mesi del
secondo figlio senza aver avuto particolari "intromissioni esterne", ma
il passaggio in Puglia non è atato indenne :-)

Premessa N°1:
Da piccola sono sempre andata in spiaggia in Liguria, quindi sono votata
al martirio sui sassi e ho poca dimestichezza con la sabbia.
Tristemente posso dire di non aver mai fatto un castello di sabbia, e i
primi approcci con le formine di Matilde sono stati un mezzo disastro.
I primi minuti appena arrivati in spiaggia sono terribili, sabbia che
entra ovunque...poi pian piano mi assesto.

Premessa N°2:
Ale ha ppena iniziato a gattonare ed è in piena fase "alla scoperta del
mondo"

I protagonisti:
Nonna Giulia, Nonno Cosimo e Matilde (che arrivano in spiaggia per
primi, montano l'ombrellone, le sedie ecc.)
Mamma Manu, Papà Teddy ed il piccolo Ale ( che arrivano poco dopo)

IL FATTO:
Arriviamo in spiaggia e troviamo già l'ombrellone piantato dai nonni,
Matilde già svestita.
Le metto il costumino, cerco di incremarla ma in realtà è più uno scrub
alla sabbia, poi passiamo ad Ale, ma dopo viso e braccia desisto, è più
la sabbia che gli sto mettendo addosso.
Poi i nonni, il papi e Matilde vanno a fare il bagno, io resto sotto
l'ombrellone a mettermi la crema e recuperare cappello, salvegente ecc.
prima di andare in mare con Ale.
Lo metto seduto sopra la stutoia ed il salviettone, che dopo un
nanosecondo si stanno già riempiendo di sabbia, e lui subito si butta a
quattro zampe e raggiunge quella bellissima distesa bianca mai vista
prima d'ora.
Il tempo di voltarmi aprendere qualcosa dalla borsa, che dal gruppetto
di comari dell'ombrellone vicini partono le urla: " Signora attenta!"
"Che c'è? che succede?" dall'urlo che hanno titato mi sono allarmata.
" Il bambino! Mette le mani nella sabbia!!! "
"Fa niente, siamo in spiaggia, siamo circondati dalla sabbia" detto col
tono " mi avete fatto venire un infarto per questo?"
" Ma poi se la mangia! Se si mette le mani in bocca?"
" Prima che andiamo via la sabbia l'assaggia sicuramente!" :-P
(purtroppo la linguaccia non l'ho fatta)
AL che si voltano scocciate e boffonchiando su che razza di madre sono,
neanche due minuti dopo arriva la suocera: "Il bambino! Mette le mani
nella sabbia!"
"Sì, lo so fa niente!" tono rassegnato
"Ma se si mette le mani in bocca la mangia!"
" Sì, fa niente l'assaggerà di sicuro, se poi se la mangia, la rifà così
com'è"
Anche la suocera è poco convinta....ma per ora si rassegna.
Durante la giornata ci sono parecchi bimbi piccoli,perfettamente al
centro delle salviette senza un granello di sabbia addosso.
Poi guardo il mio, sembra una cotoletta impanata, si è tuffato 2 volte
di faccia e a bocca aperta nella sabbia, senza neanche mettersi a
piangere, si diverte come un matto e urla come un ossesso se lo
allontano dalla sabbia...
e per fortuna che pensavo di essere io ad avere problemi con la sabbia :-)

sabato 28 agosto 2010

Sono tornata!



Ho latitato per un bel po'...pocotempo, poca voglia, quando c'era il tempo non c'era la voglia, quando c'era la voglia (soprattutto la sera) non c'era il tempo o ero troppo stana... ma rieccomi qua!

martedì 23 marzo 2010

Mamma che ride



Il mio blog collabora a questa interessante iniziativa proposta da Huggies, in palio una fornitura di pannolini e la partecipazione alla realizzazione di uno spettacolo teatrale sulla maternità
ci sono 2 modalità

Se sei una mamma...
All’interno della sezione www.huggiesclub.it/mammacheridere guarda nella pagina “Collaborano con noi” i blog che partecipano all’iniziativa e scegli quello/i che preferisci.
Dal 18 marzo al 7 aprile, vai sul/i blog, cerca il post che riguarda l’iniziativa “Mamma che ridere” e
raccontaci un aneddoto divertente legato a uno dei temi che troverai postati. La tua storia può diventare
spunto per uno spettacolo comico che andrà in scena il prossimo maggio.
Quando scrivi il tuo aneddoto, ricordati di inserire anche un’indirizzo email a cui contattarti e la taglia di pannolini di cui avresti bisogno. Mentre lo scrivi sii previdente: tieni presente che potresti ricevere la fornitura entro un mese dalla data in cui hai scritto il post e si sa, i bimbi crescono in fretta!
Ogni settimana le autrici dei 15 aneddoti che troveremo più divertenti riceveranno in omaggio una fornitura di pannolini Huggies.
Se sarai selezionata per ricevere in regalo la fornitura di pannolini, ti contatteremo via email per
chiederti l’indirizzo fisico a cui spedirla. Mi raccomando, tieni d’occhio la casella di posta così poi
potremo spedirti il tutto nel più breve tempo possibile.

Se invece hai un blog...
Dal 18 marzo al 7 aprile compila il form che troverai all’interno della sezione www.huggiesclub.it/mammacheridere per chiedere di collaborare all’operazione. Riceverai via email il link alla pagina web contentente:
- il badge dell’iniziativa
- i temi da lanciare sul tuo blog per spingere le lettrici a partecipare
- e questo regolamento come promemoria della meccanica.
Se vieni selezionato come collaboratore, riceverai un’email di conferma e potrai trovare il nome del tuo blog inserito nella pagina “Collaborano con noi” del sito.
Attenzione: non accetteremo le richieste di collaborazione di blog i cui contenuti non siano ritenuti affini allo spirito dell’operazione.
Per ringraziarti della tua collaborazione, ti riserveremo 2 posti per lo spettacolo comico che si terrà a Milano la settimana del 24 maggio.
In più entro il 2 aprile selezioneremo 5 tra le blogger che si sono iscritte sul nostro sito per invitarle partecipare all’incontro con l’autore dello spettacolo e definirne insieme a noi i contenuti. Una di loro potresti essere tu, trasformandoti da semplice spettarice a co-autrice. Bello, no?
Non ti resta che postare i temi sul tuo blog e sollecitare i commenti delle tue lettrici. Segnalaci quelli più divertenti: una o più di loro potrebbe ricevere una fornitura omaggio di pannolini Huggies.


Ed ecco i temi che ho scelto per voi:
1. ESSERE MAMMA, CHE ANSIA!
Quando si è mamme per la prima volta la mancanza di esperienza ci porta a ingigantire ogni piccola difficoltà o ad essere molto più apprensive di quanto la situazione richiederebbe. Ad esempio? L’acquisto dell’occorrente per crescere un bebè: “una banalità”, pensi. Poi ti accorgi che il semplice acquisto di una passeggino – tra modelli ultraleggeri e trekking, chiusure a libro o a ombrello – può trasformarsi in un incubo. Oppure la prima volta che lasci il bebè a qualcun altro: passi tutto il tempo fuori casa immaginandoti il peggio, per poi scoprire, quando arrivi, che sta dormendo paciosamente da due ore… O ancora, quando vai in panico per una linea di febbre… Qualche scenario “apocalittico” da raccontare?

2. UN GIORNO COME TANTI ALTRI
Hai preparato tutto da settimane: sacca con tutti i ricambi, 2-3 libri sull’argomento, tecniche di respirazione. Insomma, sei prontissima… o no? Arrivano le contrazioni: “Saranno quelle giuste?”, pensi. Intanto tuo marito sviene e a guidare verso l’ospedale ci devi pensare tu. Ed è solo l’inizio…

3. IL BEBÈ: PAPPE, VIVACITÀ E INSONNIA (LA TUA)
L’arrivo di un bambino è come uno tsunami, ti impone ritmi e abitudini completamente nuovi: l’ordine lascia il posto all’inaspettato, il giorno prende il posto della notte, le ore di sonno si contano sulle dita di una mano, i pasti a orari improbabili, la casa che si trasfoma in un campo di battaglia, tuo figlio vispo e iperattivo 25 ore su 24… E tu che ti chiedi (a bassa voce, ma non troppo): “Ma quando finirà tutto questo?!?”

Mi raccomando aspetto con ansia i vostri racconti!

domenica 21 marzo 2010

UN GIORNO COME TANTI ALTRI: La nascita di Matilde: una tragi-commedia


A quasi 2 anni di distanza provo a raccontarvi la nascita di Matilde, è vero che il dolore appena vedi la tua bimba passa, poteva essere tutto più tragico, alla fine è andato tutto bene... e allora ridiamoci su!

Il termine era per il 1° Maggio, ma Matilde 32 settimanese ne stava accoccolata nella mia pancia come se fosse su un'amaca:gambe incrocoatene un braccio dietro la testa. posizione trasversa=cesareo: No! non lo voglio fare.
Inizio ogni sorta di rituale di convincimento: sedere appoggiato su n° cuscini e torcia elettrica per mostrare la strada.passa il mio compagno mi guarda con aria perplessa:"Stai facendo la speleolaga?" Rimedi caserecci ma a 34 settimane, di notte (l'ho sentita, un male atroce) fimalmente si mette a testa in giù e piazza il suo dolce piedino appena sotto l'ultima costola a sinistra.
Lo punta per bene tamto che riesco a contarle le 5 dita.
Il termine arriva e passa, segni premonitori, dolorini, contrazzioncine: zero.
Sto bene, ma mia madre inizia a trattarmi come una bomba ad orologeria: non puoi stare in casa da sola, non puoi guidare... se succede che sei da sola!
L'unico mio terrore è andare a fare la spesa, mi vedo già nel corridoio del centro commerciale, carica di borse...splash!
Il 5 ho la visita in ospedale: qui inizia la tragicommedia.
Faccio il tracciato, ma di contazioni neanche una.
Di turno c'è la mia ginecologa, fa l'ecografia e vede che c'è poco liquido, mi visita e mi assegna uno score di Bishop 3, mi fa la manovrina (altro dolore immenso) dicendomi che se non inizio il travaglio nella notte devo ritornare l'indomani con la valigia che ricontrollano il liquido, se non va bene mi ricoverano.
Inutile dire che torno armata di valigina il giorno dopo.
Altro tracciato piatto, devono rifarmi l'ecografia, ma la mia gine mi ha dato l'appuntamento quando l'ambulatorio è chiuso. L'ostetrica la vede passare , la chiama, ma risponde che da andando a in ... e non ha tempo.E' sempre bello avere la certezza di poter contare sulla disponibiltà della propria ginecologa privata che si fa pagare profumatamente.
L'ostetrica allora cerca il reperibile, anche questi non ha tempo, dopo una breve trattativa trovano un accordo: l'ostetrica farà l'ecografia e lui poi le guarderà.
Io non sono molto convinta che l'ostetrica sappia fare un'ecografia, però non ho molta scelta...
Stampa le fotine e va a farle vedere.Poco dopo ritorna col ginecologo che rifà l'eco e mi visita.
Gli spiego che è stata la ginecologa a dirmi di tornare se la manovrina non aveva effetto. Lui stupito "lo scollamento delle membrane? Ma se ha ancora il collo dell'utero completamente chiuso!" O_O
Mi volto vero l'ostetrica che era la stessa: "lei c'era non me lo sono inventata!"
La poverina concorda e da al dottore la cartella clina, che viene stracciata e riscritta con un punteggio di bishop di 0, poi stiracchiato ad 1 come incoraggiamento.
Mi ricoverano per l'induzione: finalmente tra poco vedrò la mia bambina!
E' la sola cosa che ho in testa.
Ma il "tra poco" è già slittato al giorno dopo, intanto quando non sono attaccata al monitoraggio macino, chilometri e chilometri nei corridoi, se non si sbriga a nascere potrò poartecipare alla prossima stramilano.
Ormai sto anche diventando un'esperta dei tracciati: qualche contrazione inizia ad esserci, ma il responso della macchinetta è sempre lo stesso: tracciato non adatto al travaglio. Questa è da considerarsi un'opinione.
Il fatto se sono o no in travaglio dipende dall'opinione di questa macchinetta??? allora io la voglio smentire, se decido che è travaglio e mi concentro le contrazioni prenderanno la forma giusta! già ma qual'è????
Siamo all'8 maggio giorno del mio compleanno, giorno dell'induzione, giorno in cui conoscerò Matilde?
Intanto ad ogni visita mi presentano l'ostetrica di turno:"questa è l'ostetrica che la seguirà nel parto" ne ho già conosciute 5, all'ultima ho poco gentilmente risposto:" niente di personale, non la voglio conoscere fino a che non parte il travaglio"
Visto che il mio collo dell'utero è ancora sigillato col bostick, decidono di scardinarlo con il palloncino.
Di turno c'è di nuovo la mia ginecologa, mi spiega che il palloncino aiuterà la dilatazione, bla, bla, bla...tra poco vedrò la mia bambina!
Di questo metodo di induzione non ne ho mai sentito parlare, non lo hanno menzionato al corso preparto... a quanto pare è una cosa nuova, troppo nuova: stanno leggendo le istruzioni da un poster! Ma lo avete mai fatto?
Il gonfiaggio del palloncino è doloroso, mi lamento e la gine mi risponde " è come la testa del bambino!" Peccato che la mia bambina ha già la sua pesta+un palloncino di 10cm interno all'utero+un'altro di 10 cm estermo per tenere fermo il primo, avrò ben diritto a lamentarmi!
Passo il compleanno con contrazioni dolorose che magicamente alle 20 si fermano.a mezzanotte tolgono il palloncino e me ne vado a letto aspettando che qualcosa inizi.
Vengo svegliatandall'infermiera che alza la tapparella: "Dormito bene?" "Purtroppo sì!"
Riprendo il mio giro tra i corridoi aspettando il giro visite, passa davanti alla sale delle infermiere, ne sbuca una:"Ah eccola! la vuole vedere il primario" Quale onore, sarà perchè sono la cavia di turno?
Mi visità e.. TATAN! Il palloncino non è stato posizionato bene. Inutile dirvi che quella ERA la mia ginecologa.
In pratica si è dilatata solo la parte bassa del collo delll'utero, che è ancora presente e al vertice chiuso, e Tac facciamo un'altra manovrina!
Inizio temere che il mio vero travaglio sia l'attesa. Ops mi sono dimenticata di dirvi una cosa importantissima.Al corso pre-parto l'ostetrica non faceva che ripeterci di portare cose energetiche da mangiare duarnte il travaglio, miele, mandorle, bevande energenitiche. In ospedale invece con l'induzzione, nel caso parta il travaglio, ti tengono a digiuno! Sono 2 giorni che l'infermiera che prende le ordinazioni mi gufa: lei è a digiuno, deve fare il cesareo! Il massimo che mi danno è del the senza zucchero e senza limone.
Inizio a pensare che sia tutta colpa sua!
Per pura sopravvivenza mando a prendermi dei biscotti al bar, e cosa mi prendono? quelli senza zucchero! Ma allora mi voglio proprio morta di stenti!
Partiamo con la seconda induzione con le pastiglie di prostaglandine, riparto a camminare, ormai saluto chi è entrata con me, a partorito, e se ne va!
Ormai ho il mio tifo ad ogni passaggio davanti alle camere: Dai che ce la fai! Fra poco arriva! vedrai che è la volta buona!
Di contro da casa arrivano voci: Fatti fare il cesareo! Se facevi il cesareo eri già a casa!
Dopo la seconda dose finalmente parte il travaglio! Le contrazioni del corso npre parto: prima irregolari, poi regolari poi sempre più intense dove sono???
Il travaglio arriva come un treno in corsa contrazioni forti a un minuto di distanza, non riesco neanche e respirare tra una e l'altra.
Chiamo l'infermiera, comunque contenta che finalmente sono in travaglio ma comunque un po' preoccupata da queste contrazioni forti.
non mi da molto retta, dice che l'indotto è così, che devo sopportare,chiedo di fare il monitoraggio, voglio la soddisfazione di veder pronunciare da quella macchinetta che sono in trvaglio, ma dice che mi hanno già fatto il monitoraggio e che adesso non me lo rimettono.
Aspetto un poco, con una contrazione forte sento come se si rompa qualcosa sotto, ho rotto le acque penso, richiamo l'infermiera che controlla e dice che non ho rotto le acque, è solo sangue.
Gisto perchè ero piegata dal dolore non le ho messo le mani al collo, ma credo di avere urlato: Adesso me la chiama l'ostetrica per il monitoraggio?!?! perchè arriva subito.
Mi visità e finalmente ho una dilatazione di 3 cm, mi prospettano almeno altre 5 ore, io dolori sono continui, penso che morirò prima. Chiedo l'epidurale, anche se ero contraria. Esco dalla sala visita per andare in sala parto a fare il monitoraggio, ma appena oltrepasso la porta lancio un urlo,
"cosa c'è?"
Spingeee!!
"come spinge?"
Mi si piega la pancia a metà!
"non spinga , non spinga!"
Non sono io che lo faccio! e' la mia pancia!
Sedia a rotelle e di volata in sala parto, 9 cm di dilatazione "ormai è tardi per l'epidurale" Chissenefrega l'importante è che ci siamo, anche perchè ora con le spinte il dolore è passato, sono più distanziate e riesco a respirare e a rilassarmi tra una e l'altra.
Sempre al corso pre parto dicevano che sarebbe stata un cosa intima, l'ostetrica e chi ci avrebbe assistito.
Qui c'è l'ostrica un'infermira attaccata al telefono che chiama nell'ordine: la ginecologa (quella nche adesso è la mia ginecologa), un'altra ostetrica perchè questa ha finito il turno e deve prendere il treno, la puericultrice del nido, il pediatra...un po' troppo affollato, per caso qualcosa non va?
Il liquido è fortemente tinto, la bimba è ancora alta e devono tirarla fuori in fretta...iniziano a preparare la ventosa, no non esiste mia figlia da lì la tiro fuori da sola!
Inizio a spingere come una matta, urlando tanto da stirarmi una corda vocale, con un taglietto e una schiacciata alla pancia, alle 22.00 de 9 maggio nasce Matilde.
La portano via, la visitano, le fanno il bagnetto, me la fanno vedere ma la portano in patologia neonatale a causa del liquido tinto.
Intanto arriva il momento del secondamento, ma la placenta non esce, mace n'è una che mi va bene al primo colpo? ossitocina, tira un po' di qua, un po' di là e finalmente esce.
arriva poi il momento dei punti, ma perchè lesinano sull'anestetico, siamo anche dispose a pagarlo a parte quel cc in più. Il mio compagno chiede se sono tanti punti, la dottoressa allegramente risponde che devono ricucire 3 strati in sutura contina, mette il primo punto stende tutto il braccio con l'ago in mano , il filo sarà stato lungo un metro O_O Altro che piccolo ricamino!
Nonostante tutto è andata bene, il travaglio vero è proprio è durato SOLO un'ora ma non sono riuscita ad avere il tracciato, mi resta il dubbio di come dovessero essere queste benedette contrazioni!


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mercoledì 17 marzo 2010

Piccole relazioni tra fratelli


Chi, mentre si è in dolce attesa, non ha avuto qualche amica/conoscente che sembra godere nel farvi del terrorismo psicologico??
La mia girava il coltello nella piaga su quanto fosse dura avere 2 fratellini così vicini, su quanto costassero dato che quello che vuole uno vuole l'altro, sulla gelosia, sui litigi, le botte ecc.ecc.
E quando gentilmente rispondevo: "magari no" , cercando di non aumentare le "normali" preoccupazioni che una neo mamma ha, non faceva altro che rincarare la dose.
Così quando è nato Alessandro eravamo concentratissimi sulle eventuali reazioni di gelosia di Matilde, limitavamo le loro interazioni perchè la delicatezza di una bambina di 17 mesi verso un neonato è imprevedibile.
Ma Matilde voleva essere presa in braccio per vedere il fratello, e lui ha subito imparsato a riconoscere che quell'allegro insieme di urla, risa, canzoncine proveniva da qualcuno che non era ne mamma ne papà...qualcuno che era più simile a lui.
Abbiamo iniziato a metterli vicini, prima con Ale sulla sdraietta, poi sul cuscino infine sul tappetone.
Ammetto che non ero preparata, concentrata su tutte le possibili reazioni negative, a vedere sbocciare l'amore così presto.
Appena sente la sua voce Ale gira la testa per guardare la sorella, lei si mette a 2 cm dalla sua faccia e lo saluta allegramente, lui si scioglie in un sorriso e parte con una serie di gridolini e gorgheggi che fa esclusivamente a lei.
Mi commuove vede la mia piccola donnina, di neanche 2 anni, partire alla ricerca del ciuccio del fratello, arrampicarsi sulla sedia e cantargli una canzoncina per farlo smettere di piangere, coprirlo con la coperta o prendere i suoi giochi e darli al fratellino.
So che presto arriveranno inevitabilmente anche aspetti negativi, ogni tanto Ale si becca una sberla dalla sorellona e lui le ha già tirato i capelli...
Ma fin che dura voglio crogiolarmi in questepure dimostrazioni di amore tra fratelli.

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giovedì 25 febbraio 2010

mercoledì 24 febbraio 2010

Gravidanza: il tempo dell'attesa.



Dentro di me ho sempre voluto essere una mamma!


Fin da quando, a 11 anni, me ne andavo in giro con mia sorella nel marsupio e dicevo che era mia.


Finalmente conosco la persona giusta, andiamo a convivere e arriva il momento in cui ci sentiamo pronti a diventare genitori.


Tenta...e aspetta, aspetta...aspetta.


Intorno mi sembra di vedere solo pance e neo mamme.


Aspetta...anche le amiche, le cugine che hanno iniziato a cercarlo dopo di noi, o non lo hanno cercato affatto mi sommergono di lieti annunci.


Aspetta...un bambino è come il Natale quando arriva Arriva!


è quello che inizio a rispondere, intanto che aspetto...un segno, un ritardo, una nausea...ma nulla.


Aspettare e sognare che arrivi e passi il fatidico giorno delle "rosse", temere che arrivi, iniziare a starci male una settimana prima...


Non posso più andare avanti così, ho bisogno di una pausa dall'aspettare, mi do una data dopo l'estate se non succede niente riprendo la pillola.


Intanto come ultimo tentativo proviamo gli stick ovulatori.


Aspetta e osserva quelle 2 lineette azzurre di intensità leggermente diversa, ma sarà abbastanza celeste o è ancora troppo azzurra???


Arriva agosto, le ferie sono finite, è una domenica mattina...aspetta, no non voglio aspettare, ho mantenuto supermercati e farmacie con test di gravidanza, anche se manca un giorno al fatidico giorno non ce la faccio ad aspettare...aspetta, aspetta, aspetta...i 3 minuti più lunghi di tutta la vita...ASPETTO!


Inizia una nuova attesa fatta di curve che si ammorbidiscono, una pancia che cresce e una nuova vita che sta iniziando, un amore che cresce ogni giorno di più., fino alla data presunta del parto...aspetta.


La mia piccina se ne sta buona buona, accoccolata nel mio ventre.


Aspetta...i giorni che passano, l'induzione, i dolori atroci e poi finalmente la mia piccolina viene alla luce, con lei nasco anch'io come mamma.





Passano 8 mesi, arriva il capoparto, dura una decina di giorni. Aspetta, il mese dopo solo perdite per un paio di giorni, avranno compensato il mese scorso, mi dico.


Aspetta...quando mi dovevano arrivare??


Aspetta... faccio il test: prima finestra linea, seconda nulla


??? che sia stato montato al contrario??


Aspetta quanche giorno...rifai il test... 2 linee :ASPETTO!?!


questa volta è un maschietto, che non aspetta e arriva qualche giorno prima del termine.





Le due attese dell'attesa sono state decisamente diverse, entrambe le gravidanze bellissime, due parti naturali.


Ogni giorno aspetto di scoprire il mondo attraverso gli occhi dei miei figli.


Aspetto di ritrovare una normalità in questo mondo di bis-mamma, non sempre facile.


Aspetto e spero di poter aspettare ancora un'altra volta.


Aspetta!


Non prima di 3 anni però!!!


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martedì 16 febbraio 2010

Grigiume


Grigio...

è il colore che mi circonda, fuori ma anche dentro...

Ho voglia e bisogno di sole, di sole, di luce, di colori e di calore...

per scaldarmi, per uscire da questo torpore che mi fa chiudere e rannicchiare su me stessa,

per carcare di trattenere quel poco di calore che il grigio si vuole portare viva.

domenica 14 febbraio 2010

Giveaway

Eccomi di nuovo qui a pubblicizzarvi di nuovo un giveaway dal sito di Linda !
Questa volta in paglio un buono sconto, come non tentare la fortuna!!

sabato 13 febbraio 2010

San Valentino


Perchè è solo l'amore a far girare il mondo!

Auguri a tutti gli innamorati, a chi lo è stato e a chi lo sarà.


bye Emy

venerdì 5 febbraio 2010

Per essere mamma bisogna essere laureate in statistica!


Quando si diventa mamme non si immagina quanto sia importante la statistica.

Già in gravidanza ci dilettavamo a inserire le misure dell'ultima ecografia per scoprire quanto era lungo o quanto pesava.

Ma solo al primo controllo dal pediatra scopriamo che se non siamo in grado di capire le curve di crescita.

Ce ne sono per il peso, per la lunghezza/altezza e per la circonferenza cranica.

Quello che non ti dicono, o se anche te lo dicono comunque non ci dai peso, è che sono una trappola.

Ti presenti ai controlli crescita, come ai tagliandi della macchina: sai che funziona ma temi sempre che trovino un motivo per bocciartela!

Ed è così!

Il/la pediatra prende le sue belle misure e le inserisce nel pc, e da lì ne esce la posizione del bambino in percentili.

Il 50° rappresenta la media della popolazione, metà sopra, metà sotto. Rappresenta idealmente il peso standard del bambino tipo ( che NON ESISTE).

La trappola inizia quando, nel mio caso, il peso non si avvicina minimamente a quel bimbo ideale.

Ale è relegato nell'ultima fascia, quella del 10°-3° percentile.

E' un bel bimbo, allattato al seno, dorme tutta notte, tranquillo... sembra una visita perfetta tranne quando lo si pone sulla maledetta bilancia.

Davanti a quei numerini che non ne vogliono sapere di salire, tutte le certezze e le convinzioni di una neo mamma vacillano ( mangerà abbastanza? avrò abbastanza latte? starà bene?).

Arrivati a casa ci si fionda a ricontrollare le misure tutti i vari siti che le propongono, non contente scarichiamo pure il programmino dell'OMS.

Senza contare la bilancia lasciata distrattamente a portato di mano, così con aria assolutamente innocente "non sono preoccupata, ma c'è fuori la bilancia... tanto devo cambiarlo..."e si giosce o si è deluse per qui 10 gr in più o in meno.

Molto spesso arrivato a queste soglie basse, ma del tutto normali, molti pediatri arrivano a dare l'aggiunta di Latte Artificiale.

(Bisogna sempre ricordarsi che se anche sono nella zona bassa non sono assolutamente da considerarsi sottopeso.)

Fortunatamente la mia non è di questi, abbiamo fatto controlli ravvicinati, la curva di Ale continuava a calare, ma per il resto cresceva bene.

All'ultimo controllo è ripresa a salire ma siamo sempre nella nosta zona limite 10°-3°.

La pesa è sempre fuori ma ormai è sommersa dai vestiti, il programmino dell'OMS l'ho cancellato... dopotutto non sono brava in statistica!


bye emy


lunedì 25 gennaio 2010

Rompicapo impossibile


Riprendo a scrivere dopo un periodo davvero frenetico.

E vi propongo un rompicapo:

Emy rientra in auto dal supermercato con i suoi due pargoletti di 20 e 3 mesi, un paio di borse della spesa, la propia borsetta.

Posteggia in strada dal lato opposto rispetto alla strada, come farà a portare dentro il tutto?

Tenendo conto che:

- non può portare dentro prima la spesa, perchè lasciare uno o entrambi i bambini in macchina è pericoloso-traumatizzante e farebbe arrivare

-non può portare dentro prima i bambini e poi la spesa perchè lasciare i bimbi da soli può essere un rischio, soprattutto per la vita del piccolo lasciato in balia della sorella

-non può usare il passeggino gemellare perchè deve solo attraversare la strada, poi c'è il cancelletto d'entrata e subito le scale che non riesce a fare col passeggino

- non può usare marsupio-fascia perchè non può togliere la grande dal seggiolino se ha già preso il piccolo, se toglie prima la grande non ha modo di tenerla fera sul margine della strada mentre sistema il piccolo

-Emy non vive nel paese dei misteri del professor Layton....

quanti viaggi e portando chi o cosa dovrà fare????


chi mi risolve l'enigma mi risolve la vita!

E con questo vi lascio augurandovi in pauroso ritardo Buon Anno


Emy