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martedì 10 novembre 2009

La dura vita da precari - Abuot me



Essere precarie avere a che fare con le banche è sempre un'avventura, che purtroppo nella maggior parte delle volte si trasforma in un incubo.
Insegno alle scuole elementari ma non sono di ruolo, in questi anni ho sempre lavorato tutto l'anno, ma quest'anno con la riforma Gelmini è un disastro....il telefono tace.
A gennaio finirò la maternità obbligatoria e per ora non ci sono buone premesse per il rientro al lavoro.
L'idea era di prendere per quest'anno la maternità facoltativa e riprendere l'anno prossimo, ma invece sembra proprio che da gennaio sarò a casa a stipendio 0. E l'anno prossimo è un grosso punto di domanda.
Due bimbi dal mandare al nido sono uno stipendio che se ne va, se poi aggiungiamo il mutuo è un dramma, quindi è più economico che io stia a casa.
Lasciando da parte i se ed i ma fino a Gennaio volevo raccontarvi le ultime avventure per banche alla ricerca di un finanziamento per un impianto fotovoltaico.
Mio marito ed io crediamo molto nell'impegno dei singoli cittadini nell'utilizzo di energia rinnovabile e nel risparmio energetico: pile ricaricabili, lampadine a basso consumo, termocamino per acqua calda e riscaldamento e impianto fotovoltaico.
Dato che si pubblicizzano finanziamenti che si ripagano da soli con il conto energia e che ci teniamo a mettere i pannelli partiamo all'avventura.
Facciamo vari preventivi e la predisposizione della casa quando è ancora in costruzione, ma i costi sono alti e le spese tante così rimandiamo, l'anno scorso ripartiamo il prezzo del lavoro è diventato più accessibile e i finanziamenti specifici sono aumentati.
Purtroppo la nostra banca non eroga questo tipo di finanziamento, così ci appoggiamo ad un'altra e dopo 3 mesi il prestito viene approvato, ma la modalità dei pagamenti non concorda con le richieste di chi fa l'installazione.
Demoralizzati partiamo alla ricerca di altre banche in zona, scegliamo una suggerita dal costruttore, solito tran tran: preventivi, buste paga, cud, 730...
Ma alle banche che il finanziamento in pratica si ripaghi da solo non interessa, si deve rientrare a forza nei loro criteri.
In più ti senti dire che lo stipendio fisso di mio marito è basso o meglio normale. E lì ti rendi conto di quanto probabilmente prendono i loro impiegati, perchè definire uno stipendio di 1.500 euro basso quando si partiva da 900 euro è un'offesa.
Che io a tempo determinato, l'anno scorso un part time, e ora in maternità...se a gennaio porto una busta paga piena se ne può parlare ma così il finanziamento non passa.
Giustamente starete pensando chissà quanti altri finanziamenti hanno, o quanto sarà alta la rata.
Fortunatamente abbiamo come debito solo il mutuo, e tenedo conto (anche se la banca non lo fa) che il prestito viene ripagato con il conto energia (l'enel ti paga l'energia prodotta)se non tutto almeno una buona parte, e udite udite qual'è la stratosferica cifra della rata mensile che non ci vogliono finanziare: 119 euro!
Ti fanno sentire veramente un pezzente.
Oggi sono proprio a terra, anchperché essendo io il "problema" mi fa star male.
Sono precaria per un lavoro che amo e faccio con passione, ma forse dovrò trovarne un'altro...

3 commenti:

  1. oh emy...lascia passare oggi....pò darsi che tra qualche giorno le cose viste da un'altro punto d vista si risolvano...e non sentirti in colpa..tu hai 2 figli da crescere e se il finanziamento non arriva non è certo colpa tua,ma di queste regole del "ca...!!!!!ciqoa betta
    Ora Sofia sta meglio e io sono afona...ciao betta

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  2. Oh Emy un abbraccio forte forte, vedrai che la situazione cambia... tutto prima o poi cambia... baci

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  3. E' davvero sconfortante essere trattati in questo modo, e soprattutto non avere una qualche certezza per il futuro.
    Posso capirti, perchè anche noi siamo precari...
    Ti auguro il meglio!

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